I Macchiaioli: la pittura di macchia

I Macchiaioli: la pittura di macchia

I Macchiaioli, profondamente influenzati dalla pittura realista francese, sono stati un gruppo di pittori italiani attivi, soprattutto in Toscana, nella seconda metà dell’Ottocento. 
Erano soliti riunirsi al Caffè Michelangiolo di Firenze e gli esponenti principali sono stati Giovanni Fattori, Telemaco Signorini e Silvestro Lega. 
 
Giovanni Fattori, In vedetta
Giovanni Fattori, In vedetta, 1872, olio su tela, cm 37×56, Valdagno, collezione Marzotto 

Il movimento nacque intorno al 1855 e fu attivo fino al 1880. Il nome “Macchiaioli” fu inizialmente usato in senso dispregiativo, ma il gruppo lo adottò con orgoglio. 
 
Come possiamo osservare dalle loro opere, i temi principali riguardano la quotidianità, paesaggi, vita rurale, scene famigliari e spesso scene legate al Risorgimento. 
 
La tecnica della "macchia"
La “pittura di macchia” è una stesura sulla tela con campiture di colore uniformi (le “macchie”), in pratica si usava un colore per ogni "settore" del dipinto, evitando sfumature del colore. 

Paint by numbers
Un esempio di "Paint by numbers" del dipinto di J.L. David raffigurante Napoleone: in ogni settore si deve dipingere con un solo colore.


Le tavole "Paint by Numbers" oppure i disegni dell'app Happy Color sono un buon esempio per cogliere la differenza tra la pittura tradizionale con chiaroscuri e quella per macchie di colore, dove come detto in ogni settore si deve utilizzare un solo colore.

 
Un time laps tratto dall'app "Happy Colour" della litografia "La grande onda di Kanagawa" dell'artista giapponese Hokusai
 
Comunque i macchiaioli non usavano un disegno preparatorio dettagliato come quello degli esempi sopra riportati, ma solo scarni bozzetti che poi dipingevano con macchie fatte da pennellate corte e rapide.

Restituzione del disegno preparatorio del dipinto La libecciata
Restituzione del disegno preparatorio de La libecciata di Fattori, eseguito con scannar a infrarossi
 
L'uso della pittura della macchia e di tavole di piccole dimensioni ha fatto sì che i dipinti di Giovanni Fattori (1825-1908) siano poveri di dettagli (spesso infatti si notano volti senza connotati) e che gli oggetti emergano tramite forti contrasti di luce e ombra. 
Le ombre, proprio in virtù della tecnica della macchia, sono sempre molto nette e non sfumate. 

Giovanni Fattori, Soldati francesi
Giovanni Fattori, Soldati francesi del 59, 1859, olio su tavola, cm15,5×32, Collezione privata, Milano

Telemaco Signorini (1835 – 1901) è stato un pittore e incisore italiano, tra i protagonisti del movimento dei Macchiaioli insieme a Fattori. 
Spirito ribelle e innovatore, rifiutò la pittura accademica per abbracciare la pittura en plein air, usando la tecnica della macchia per rappresentare la realtà con luce e colore.

Fu anche un attento osservatore sociale: molte sue opere raccontano la vita quotidiana e le ingiustizie del suo tempo. Tra i suoi dipinti più noti c'è "Bagno penale a Portoferraio". 
 
Signorini, Bagno penale a Portoferraio
Telemaco Signorini, Bagno penale a Portoferraio, 1894, olio su tela, cm58×81, Galleria d'Arte Moderna, Firenze
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