Arte Micenea e Tholos di Atreo

Arte Micenea e Tholos di Atreo

 
La porta dei Leoni
La Porta dei Leoni è l'entrata monumentale della rocca di Micene, nell'Argolide (Grecia).

Introduzione arte micenea
L’arte micenea si sviluppa nella Grecia continentale tra il XVI e il XII secolo a.C., in un periodo dominato da regni potenti e fortificati come Micene, Tirinto e Pilo.

Carta geografica civiltà micenea

A differenza dell’arte minoica, più fluida e decorativa, quella micenea esprime un carattere solido e monumentale, riflesso di una società fortemente gerarchica, guidata da re‑guerrieri e da un’aristocrazia militare. Le costruzioni non nascono soltanto per rispondere a esigenze pratiche, ma diventano strumenti per affermare prestigio e autorità: mura ciclopiche, porte monumentali e tombe reali mostrano una straordinaria capacità tecnica e un profondo senso del potere.
Linea del tempo civiltà micenea

Un momento decisivo per l’evoluzione dell’arte micenea fu la conquista dell’isola di Creta, avvenuta intorno al 1450 a.C. Con il crollo della civiltà minoica, i Micenei ereditarono non solo importanti rotte commerciali, ma anche un ricco patrimonio artistico e simbolico. Le raffinate tecniche decorative cretesi, i motivi naturalistici e l’organizzazione dei palazzi influenzarono profondamente la cultura micenea, che tuttavia rielaborò questi elementi in forme più austere e strutturate, coerenti con il proprio spirito guerriero. Da questa fusione nacque un linguaggio artistico originale, capace di unire eleganza e monumentalità.

Ricostruzione di Micene antica
Ricostruzione di Micene antica.

La decorazione, spesso essenziale, privilegia motivi geometrici e simboli legati alla regalità, mentre le influenze minoiche e orientali vengono rielaborate in forme più austere e strutturate. Tutto concorre a creare un linguaggio artistico che comunica forza, stabilità e controllo del territorio. In questo contesto si inseriscono le grandi tombe a tholos, tra cui il celebre “Tesoro di Atreo”, testimonianza imponente dell’ingegneria e dell’estetica micenea.

La porta dei Leoni

La Porta è famosa per il massiccio architrave e i due stipiti sulla soglia, sormontato da una grande lastra triangolare con due leonesse (ora senza testa) affiancate in piedi sulle zampe anteriori ai lati di una colonna di tipo minoico, motivo che si ritrova anche nei sigilli micenei.

Anche questa decorazione è semplificata e perciò essenziale: alle parti aggettanti, illuminate, si contrappongono le rientranze del piano di fondo. L'assenza di passaggi intermedi esprime, come nelle mura, un'energia contenuta ma inesorabile. La colonna del fregio è rastremata verso il basso, secondo l'uso cretese. Sotto le zampe anteriori dei due animali e sotto la colonna si trovano due basi a sagoma concava, come quelle di alcuni altari in pietra trovati in un mègaron di Creta.
La porta dei Leoni
Il triangolo decorato è alto 2,90 metri; l'architrave che lo sostiene è lungo 5, profondo 2,50, alto nel centro 1 metro. La porta è larga 3 metri, profonda 1,20 alta 3,20. Si calcola che il solo architrave pesi circa 20 tonnellate.
Fotografia d'epoca della porta dei Leoni
Le teste dei leoni sono mutilate, forse perché realizzate in una lastra più piccola, ai vertici del triangolo, con un materiale di colore diverso. La composizione ricorda alcuni aspetti dell'arte ittita e simboleggia con evidenza un potere regale.

La porta dei Leoni


In seguito ad alcune ricerche si è capito che le teste erano rivolte verso l'esterno e quindi i famosi leoni erano delle leonesse.

Video con ricostruzione di Micene, della mura difensive e della Porta dei Leoni.



Le tombe a Tholos
All’interno di questo quadro storico e culturale, le tombe a tholos rappresentano una delle espressioni più significative della capacità costruttiva micenea. Queste strutture monumentali, destinate ai sovrani e alle élite, uniscono esigenze pratiche, simboli di potere e un forte senso della monumentalità. Tra gli esempi più straordinari spicca il cosiddetto Tesoro di Atreo, una delle tombe più imponenti e meglio conservate dell’età micenea. La sua architettura, la precisione delle tecniche costruttive e l’impatto scenografico dell’ingresso testimoniano in modo esemplare la grandezza raggiunta da questa civiltà, soprattutto dopo l’assimilazione delle influenze minoiche seguita alla conquista di Creta.

Il Tesoro di Atreo
Si tratta di una camera semi-sotterranea a pianta circolare, con una copertura a sezione ogivale. 
È alta tredici metri, mentre il diametro misura 14,50 metri: per trovare una costruzione in muratura con una copertura voltata altrettanto ampia si deve scorrere gli edifici conosciuti fino al Pantheon, costruito 1400 anni dopo. 


Il Tesoro di Atreo


Grande attenzione fu posta nel posizionamento delle enormi pietre, sia per garantire la stabilità alla volta alle forze di compressione del peso, sia per ottenere una superficie interna perfettamente levigata, dove un tempo dovevano risaltare le decorazioni in oro, argento e bronzo.

Rilievo del Tesoro di Atreo

Si accede alla tholos da un corridoio scoperto inclinato o dromos, lungo 36 metri e con le pareti rivestite di pietre[1]. La tholos portava attraverso un breve passaggio alla camera funeraria vera e propria, scavata con una forma pressoché cubica.


Disegno del Tesoro di Atreo

La Maschera di Agamennone
Tra le scoperte più celebri legate alla civiltà micenea c’è la cosiddetta “Maschera di Agamennone”, rinvenuta da Heinrich Schliemann negli scavi di Micene nel 1876. L’archeologo, convinto di aver trovato la tomba del leggendario re degli Achei, attribuì subito la maschera al sovrano omerico, contribuendo alla fama dell’oggetto.

Maschera di Agamennone
Maschera di Agamennone,XVI secolo a.C., oro, Museo Archeologico Nazionale, Atene.

Gli studi moderni, però, hanno dimostrato che la maschera è molto più antica dell’epoca in cui sarebbe vissuto Agamennone: risale infatti al XVI secolo a.C., diversi secoli prima della guerra di Troia. Pur non appartenendo al re dei poemi epici, rimane una delle testimonianze più affascinanti dell’arte funeraria micenea.

Omero e i Micenei
I Micenei furono gli Achei dell’età del bronzo, una società guerriera e aristocratica che dominò la Grecia tra il XVI e il XII secolo a.C. Molto tempo dopo la scomparsa di questa civiltà, Omero trasformò la loro memoria in mito, raccontando nelle sue epopee un mondo eroico ispirato proprio ai re e ai guerrieri micenei. L’Iliade e l’Odissea furono composte tra la fine dell’VIII e l’inizio del VII secolo a.C., cioè circa quattro secoli dopo la caduta dei palazzi micenei. Pur non descrivendo fedelmente la realtà storica, i poemi conservano l’eco di quella cultura, dei suoi valori e delle sue imprese, contribuendo a rendere immortale il ricordo degli antichi Achei.

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