5
Un sistema trilitico o trilite (dal greco tri = tre + lithos = pietra) è una struttura formata da due elementi disposti in verticale (piedritti) e un terzo appoggiato orizzontalmente sopra di essi (architrave), a formare una sorta di porta.
![]() |
| Schema del sistema trilitico |
Tutto il peso dell’architrave e di ciò che si poggia su di esso scende in verticale, cioè direttamente dall’alto verso il basso. L’architrave deve quindi sopportare da solo questo carico, e per questo motivo deve essere molto resistente. Se è troppo lungo o troppo sottile, rischia di piegarsi o addirittura di spezzarsi al centro, dove il peso è maggiore.
I piedritti, invece, ricevono il peso dall’architrave e lo trasmettono al terreno, rendendo stabile l’intera struttura. Il sistema funziona bene solo quando l’apertura non è troppo grande, perché più i piedritti sono distanti, più l’architrave deve essere forte per non rompersi.
La pietra è un materiale molto forte quando deve sopportare compressione, cioè quando viene schiacciata. Per questo è ottima per costruire muri, colonne e archi.
Ma la pietra è invece molto debole quando deve resistere alla flessione, cioè quando una trave si piega. In questo caso, una parte della pietra viene tirata e tende ad allungarsi, mentre l’altra parte viene schiacciata. La pietra non sopporta bene questa deformazione: non si piega, ma si spacca.
Per questo le travi di pietra, come gli architravi del sistema trilitico, non possono essere troppo lunghe. Se la luce aumenta, la flessione cresce e la pietra rischia di rompersi. Questo limite ha spinto gli antichi a inventare l’arco, che evita la flessione e sfrutta solo la compressione, la condizione in cui la pietra dà il meglio di sé.
Evoluzioni del sistema trilitico
Il tempio greco rappresenta una delle prime evoluzioni del sistema costruttivo trilitico.
Nel tempio greco, gli elementi verticali sono le colonne, a sezione circolare. L’elemento orizzontale è la trabeazione, formata
dall’architrave, dal fregio e dalla cornice.
Nei templi greci il sistema trilitico non era usato una sola volta, ma veniva ripetuto in una lunga successione di moduli, come una serie di porte affiancate. Colonne e architravi si alternavano in modo regolare, formando un ritmo preciso e armonioso intorno all’edificio.
All’inizio questo sistema era molto semplice: due colonne sostenevano una trabeazione orizzontale. Con il tempo, però, i Greci perfezionarono proporzioni, materiali e dettagli. Le colonne divennero più slanciate, i capitelli si diversificarono (dorico, ionico e corinzio) e sopra l’architrave comparvero fregi e timpani che arricchirono il tempio.
Nonostante i limiti della pietra, che resiste poco alla flessione, il sistema trilitico, ripetuto in sequenza e progettato con grande precisione, permise ai Greci di creare edifici solidi, eleganti e perfettamente proporzionati, ancora oggi considerati capolavori dell’architettura antica.
![]() |
| Sistema trilitico nei templi greci |







Commenti