Scultura etrusca
La scultura etrusca raggiunge uno dei suoi momenti più alti tra il VI e il V secolo a.C., quando gli artisti iniziano a modellare grandi statue in terracotta policroma destinate a decorare i templi. L’esempio più celebre è l’Apollo di Veio, proveniente dal tempio di Portonaccio e attribuito allo scultore Vulca, l’unico artista etrusco di cui la tradizione antica conserva il nome.
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| Vulca, Apollo di Veio, VI secolo a.C., terracotta, 180 cm, Museo nazionale etrusco di Villa Giulia, Roma |
L’Apollo è una figura slanciata, in movimento, con il corpo proteso in avanti e il volto caratterizzato dai tipici tratti etruschi: occhi allungati, sorriso accentuato, capelli modellati con cura. La terracotta, dipinta con colori vivaci, conferiva alla statua un aspetto luminoso e teatrale, perfetto per essere collocata sul tetto del tempio, dove la luce del sole ne esaltava i volumi.
Questa scultura mostra quanto gli Etruschi fossero capaci di fondere influenze greche con un linguaggio personale, più dinamico e narrativo. L’Apollo non è una figura immobile: sembra avanzare, quasi uscire dal tempio, come se partecipasse a una scena sacra che coinvolgeva anche gli spettatori.
Come nasce una scultura in terracotta
Per gli Etruschi la terracotta non è un materiale “povero”, ma una materia viva, capace di assumere forme complesse e colori intensi. A differenza del marmo, che si scolpisce togliendo materia, o del bronzo, che si ottiene tramite fusione, la terracotta nasce da un gesto più diretto: si modella con le mani. L’artista parte dall’argilla umida, la impasta e la lavora come se stesse costruendo una figura dall’interno, aggiungendo volumi, creando pieghe, definendo i dettagli del volto.
Quando la forma è completa, la scultura deve asciugare lentamente, perché l’argilla fresca è fragile e può creparsi. Solo dopo questa fase si passa alla cottura in fornace, un momento decisivo: il calore trasforma l’argilla in un materiale resistente, capace di durare nei secoli. Gli Etruschi conoscono bene questo processo e lo controllano con grande abilità, ottenendo superfici compatte e adatte alla pittura.
I canopi
Gli Etruschi credono profondamente nella vita dopo la morte e dedicano grande cura alla conservazione dell’identità del defunto. Tra l’VIII e il VII secolo a.C. la cremazione è molto diffusa, e le ceneri vengono raccolte in vasi di bronzo o terracotta chiamati canopi. Alcuni di questi contenitori assumono sembianze umane, con volti modellati per richiamare la persona scomparsa: un modo per proteggerla e accompagnarla nel passaggio verso l’aldilà, mantenendo viva la sua presenza.![]() |
| Esempi di canopi etruschi |
Con il VI secolo a.C. la pratica cambia: i corpi, spesso ancora cremati, vengono deposti in sarcofagi di terracotta o di pietra. Sul coperchio compare il defunto sdraiato su un fianco, come se partecipasse a un banchetto. Questa immagine non è simbolica in senso astratto, ma riflette l’idea etrusca dell’aldilà come continuazione della vita terrena, un luogo in cui la persona conserva ruolo, dignità e relazioni.
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| Sarcofago degli sposi, 520 a.C., terracotta, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. |
Tra gli esempi più celebri spicca il Sarcofago degli Sposi, proveniente da Cerveteri. La coppia raffigurata sul coperchio, serena e affettuosa, esprime l’importanza del legame familiare nella società etrusca. Nonostante la scena sembri rappresentare due viventi, il sarcofago custodiva resti cremati: in questo periodo, infatti, la cremazione rimane una pratica comune, e il sarcofago è un contenitore di ceneri, non di corpi inumati.
Templi Etruschi
Nelle città etrusche i templi occupano un ruolo centrale, ma oggi ne restano solo le basi in pietra. Le parti superiori, costruite in legno e argilla, non sono sopravvissute. ![]() |
| Resti del tempio di Orvieto. Il basamento era fatto in pietra, e vi era una scalinata su un lato per vincere il dislivello e poter accedere nel tempio. |
Le ricostruzioni moderne si basano sui resti archeologici e su piccoli modellini votivi in terracotta ritrovati nelle tombe, che riproducono in scala la forma degli edifici sacri.
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| Modellino votivo di un tempio etrusco |
I templi etruschi ricordano quelli greci, ma sono più bassi e massicci, con colonne lisce disposte solo sul fronte.
L’elemento più caratteristico è la decorazione in terracotta: antefisse e acroteri modellati e dipinti che animavano il tetto e la sommità dell’edificio.
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| Ricostruzione di un tempio etrusco con acroteri e antefisse |
Le antefisse, poste lungo i bordi del tetto, raffigurano spesso volti umani stilizzati, con occhi allungati e tratti semplificati.
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| Esempio di un antefissa etrusca |
Gli acroteri, invece, sono statue collocate in alto, con funzione decorativa e simbolica, visibili da lontano e capaci di caratterizzare l’intero tempio.
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| Acroteri e antefisse al Museo Etrusco di Murlo |
Nel video riportato vi è la ricostruzione del Tempio del Portonaccio attraverso gli scritti di Vitruvio.
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| Disegni di antefisse |
COMPITI PER CASA
1 -Leggere con attenzione le informazioni sopra riportate, guardare il video con attenzione e rispondere alle seguenti domande:
Come era fatto il tempio etrusco? Con quale materiale? Che differenze aveva rispetto a quello greco?
2- Leggere con molta attenzione pag. ___ e rispondere a queste domande:
Descrivi come era il Sarcofago degli sposi. Cosa rappresentava? Come era stato fatto? Per quale motivo è per noi molto importante?
3- Gli Etruschi usavano solo la terracotta per le loro sculture o usavano anche un altro materiale (pag. ___)? Qual è l'opera più importante e cosa rappresentava?
Percorso sull'Arte Etrusca
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