L'arte degli Etruschi - Prima parte

L'arte degli Etruschi - Prima parte

Affreschi di una tomba etrusca a Tarquinia
Affreschi di una tomba etrusca a Tarquinia.

La penisola italica all’inizio dell’Età del Ferro: popoli e culture
Intorno al 750 a.C., l’Italia era un mosaico di culture in fermento, affacciate sull’inizio dell’Età del Ferro. A nord-ovest si estendevano i Liguri, popolazioni montane e costiere con strutture tribali complesse, mentre a nord-est i Veneti occupavano le pianure attorno a Este e Padova, già distinti per pratiche funerarie e artigianato. 
Al centro, la cultura villanoviana segnava l’ascesa degli Etruschi, protagonisti di una trasformazione urbana e sociale che avrebbe presto influenzato l’intera penisola. 
Più a sud, i Latini abitavano il Lazio, con Roma ancora villaggio protourbano, mentre le popolazioni italiche — Umbri, Sabini, Sanniti e Lucani — si distribuivano lungo l’Appennino, in territori frammentati ma vitali. 

Penisola italica all’inizio dell’Età del Ferro
La penisola italica all’inizio dell’Età del Ferro

In Puglia, le genti daune, peucete e messapiche formavano un insieme eterogeneo, con lingue e culti distinti, legati però da comuni radici mediterranee. 
Sulle coste e nelle isole, i Fenici avevano già fondato insediamenti come Motya e Sulcis, mentre i Greci iniziavano a colonizzare l’Italia meridionale con città come Pithekoussai, Cuma e Siracusa. 
In Sardegna, la civiltà nuragica, pur in fase evolutiva, dominava ancora il paesaggio con le sue torri megalitiche. Era un’Italia senza confini rigidi, dove culture diverse convivevano, si sfioravano e si trasformavano, gettando le basi di ciò che sarebbe diventato il mondo romano.

Civiltà etrusca
Nei territori centrali della penisola italica, corrispondenti agli attuali Lazio, Umbria e Toscana, tra il mar Tirreno e i fiumi Arno e Tevere, si sviluppa la civiltà etrusca. Nel corso del tempo gli Etruschi ampliano la loro presenza verso nord e verso sud, come mostra la cartina, e diventano una delle culture più influenti dell’Italia preromana. I rapporti commerciali con il mondo greco favoriscono una forte crescita culturale e artistica, soprattutto tra il VI e il V secolo a.C., quando la produzione figurativa raggiunge livelli di grande raffinatezza.

Territori estruschi tra il 750-500 a.C.
Territori estruschi tra il 750-500 a.C.

A partire dal IV secolo a.C., gli Etruschi, insieme alle colonie greche e alle altre popolazioni della penisola, vengono progressivamente assorbiti da Roma. La loro cultura però non scompare: molti aspetti dell’arte, della religione e dell’organizzazione urbana etrusca confluiscono nella civiltà romana, contribuendo in modo decisivo alla sua formazione.

Gli Etruschi vivono in città-stato indipendenti, tra cui spiccano Arezzo, Chiusi, Perugia, Tarquinia e Cerveteri, che diventano anche importanti centri di produzione artistica. Questi insediamenti sono protetti da possenti mura e dotati di strade lastricate, segno di un’organizzazione urbana avanzata e di una società già complessa.

Esempio di una città etrusca
Esempio di una città etrusca

La vita degli Etruschi è profondamente segnata dal pensiero religioso, e l’arte si lega in modo stretto alla dimensione ultraterrena, a quella vita che continua nell’aldilà dopo la morte. Per questo la tomba assume l’aspetto di una vera e propria casa, uno spazio che accoglie il defunto e conserva gli oggetti che possono essergli utili nel suo viaggio oltre la vita.

Architettura etrusca
L’architettura etrusca, pur essendo molto sviluppata, si conserva solo in parte, perché gli edifici sono costruiti con materiali deperibili come il legno e i mattoni crudi. Di questa civiltà giungono fino a noi soprattutto le grandi mura di cinta realizzate con blocchi di pietra, alcune porte ad arco, tratti di strade lastricate, le basi dei templi e numerose tombe sotterranee, che rappresentano oggi la testimonianza più completa della loro cultura.

L'arco, una invenzione degli etruschi
Le città etrusche sono circondate da possenti mura, nelle quali si aprono porte d’ingresso costruite a forma di arco. 
L’arco etrusco rappresenta una vera innovazione nella tecnica costruttiva, fino ad allora basata quasi esclusivamente sul sistema trilitico, formato da due sostegni verticali e un architrave orizzontale. 
L'arco è costruito disponendo le pietre a incastro, che appoggiandosi l'una all'altra si sostengono reciprocamente. 
La pietra centrale, chiamata chiave di volta, è l’elemento decisivo che chiude l’arco e blocca tutte le altre, permettendo alla costruzione di reggersi con grande stabilità.

Evoluzione del sistema trilitico ad arco
Evoluzione del sistema trilitico ad arco

Un esempio di porta etrusca ad arco è quella di Volterra, con i piedritti formati da blocchi di pietra sovrapposti a secco, sormontati da pietre più piccole disposte in forma semicircolare.


Porta dell'Arco, III sec. a.C., Volterra (Pisa)
Porta dell'Arco, III sec. a.C., Volterra (Pisa)

Come si costruisce un arco?
Sistema ad arco
I romani useranno la stessa tecnica degli etruschi per costruire gli archi.

L'arco si costruisce con l'aiuto di una struttura provvisoria in legno chiamata cèntina, che serve come supporto temporaneo per appoggiarvi i componenti (conci e chiave di volta).
Raggiunta la cima con l'inserimento dell’ultimo concio (la chiave di volta), la struttura diventa autoportante (che si mantiene in piedi da sola), e la centina può essere rimossa e riutilizzata per realizzare un nuovo arco.


Osservate il video per capire come si realizza un arco.



COMPITI PER CASA
1 - Riporta sul quaderno, pure a mano libera, il disegno sotto riportato di un arco a tutto sesto e riporta i nomi di tutti gli elementi che lo compongono.
Come si costruisce un arco? Che differenza c'è tra la Porta dei Leoni e la porta di Volterra?
Disegno del sistema ad arco
Disegno del sistema ad arco

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