La questione Ecce Homo

La questione Ecce Homo

Approfondimento di Educazione civica

Cosa è il restauro? 
Il restauro è un'operazione tecnica usata per reintegrare i particolari compromessi o deteriorati di un'opera d'arte o di oggetti considerati artistici o di pregio, o operazioni che assicurino la conservazione. Possono essere restaurati affreschi, un palazzi, mobili, manoscritti ecc.

In Italia la professione del restauratore prevede corsi universitari specifici e le relativi operazioni di restauro sono pianificate e controllate, con modalità normate già dall'inizio del 1900.


Va sempre tutto liscio?
L'Ecce Homo è una pittura murale novecentesca di un artista minore spagnolo, Elías García Martínez. L'opera è ubicata nel Santuario de Misericordia di Borja, nel nord della Spagna.
Il dipinto, considerato di modesta importanza artistica, ha ottenuto fama mondiale per un maldestro restauro amatoriale compiuto nel 2012.


Ecce Homo prima del restauro

Nel 2012 Cecilia Giménez, parrocchiana ottantunenne, pittrice dilettante senza esperienza né qualifica in restauro, prende di sua spontanea volontà l'iniziativa di mettere mano alla pittura, rovinando seriamente l'opera

Ecce Homo dopo il restauro

Il 21 agosto dello stesso anno un quotidiano locale scoprì e rese nota l'autrice dell'intervento, e da lì la notizia passò sui maggiori quotidiani spagnoli, rendendo l'opera, e il suo controverso restauro, di
fama internazionale.
I media di tutto il mondo l'hanno definito il peggiore restauro della storia. La signora si è difesa asserendo di aver preso l'iniziativa perché non voleva più vedere il dipinto così degradato, e di avere avuto il permesso del parroco; quest'ultimo ha negato di aver permesso alla donna di mettere mano all'affresco: la parrocchiana, quindi, avrebbe agito di sua libera iniziativa.

In pochissimo tempo, il dipinto sfregiato è divenuto un'attrazione turistica in grado di attrarre grandi flussi di visitatori incuriositi dal fenomeno mediatico, 57.000 dei quali hanno pagato il biglietto (del costo di 2 euro) per vedere l'affresco. È inoltre iniziato un prolifico commercio di souvenir e oggetti di merchandising sull'opera.

Cecilia Giménez ha chiesto e ottenuto i diritti d'autore sull'opera, pari al 49% dei ricavi delle visite al dipinto. Nel frattempo, la Giménez ha approfittato dell'improvvisa celebrità per mettere in vendita su eBay alcuni suoi dipinti.



Caso isolato?
Perché la Spagna ha un tasso così alto di restauri che finiscono in modo disastroso? María Borja, coordinatrice della Asociación Profesional de Conservadores Restauradores de España (Associazione Professionale di Conservatori e Restauratori di Spagna, Acre), ha spiegato ai media iberici che la causa è la mancanza di una regolamentazione della professione. Casi simili, dice, sono “disgraziatamente molto più frequenti di quanto si pensi. 
Conosciamo solo i casi denunciati attraverso la stampa o i social network, ma ci sono molte situazioni dove sulle opere sono intervenute persone prive di formazione. Le opere subiscono questi interventi non professionali che possono provocare modifiche irreversibili”. 
Esempio di restauro sbagliato
In Spagna non ci sono obblighi di legge che impongano ai proprietari di rivolgersi a professionisti formati nel settore per restaurare le opere. “Questa carenza legislativa”, dice Borja, “porta a interventi disastrosi di cui veniamo di tanto in tanto a conoscenza, e questo fa scattare un serio allarme quando si tratta di sculture romaniche o immagini rinascimentali di grande valore”.

Un caso di "restauro creativo" in Italia
Nel gennaio del 2026 anche in Italia è balzato agli onori della cronaca un episodio di “restauro creativo”, che per dinamiche e reazioni pubbliche ha inevitabilmente richiamato alla memoria il celebre caso dell’Ecce Homo di Borja. L’intervento riguarda un affresco della Basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma: non un’opera antica né un manufatto di particolare pregio, ma una decorazione murale recente, parte dell’apparato celebrativo che abbellisce l’area del monumento funebre di Umberto II di Savoia.
Restauro creativo a Roma
A sinistra l'affresco, realizzato nel 2000 e privo di valore storico e artistico, prima del restauro del 2026. A destra il dettaglio con il volto ritoccato.

L’immagine, dipinta intorno al 2000 dal sacrestano della basilica, oggi ottantatreenne, è stata ritoccata dallo stesso autore, che ne ha modificato i tratti fino a far sì che il volto dell’angelo ricordasse quello del presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il gesto, pur privo di ambizioni artistiche, ha rapidamente attirato l’attenzione dei media. La critica specializzata, come riportato da Artribune, ha ribadito il modesto valore artigianale di queste decorazioni, lontane dai capolavori rinascimentali e barocchi custoditi nella stessa chiesa.

Proprio questa marginalità rende il caso significativo: come accadde per l’Ecce Homo, non è la qualità dell’opera a generare clamore, ma il delicato intreccio tra immagine sacra, intervento non professionale e percezione pubblica. Ancora una volta, un ritocco nato senza pretese si trasforma in un fenomeno mediatico, mostrando quanto sia labile il confine tra restauro, reinterpretazione e appropriazione visiva.

Per assurdo, trattandosi dello stesso autore, più che indignarsi per un ennesimo “restauro creativo” si potrebbe leggere il gesto come una sorta di tardivo pentimento d’artista!

Commenti