Il graffitismo è una forma d’arte urbana che ha avuto origine negli anni ’60 a Philadelphia, ma ha trovato la sua massima espressione nei ghetti di New York durante gli anni ’70, in stretta connessione con la nascente cultura hip-hop.
Perché si chiama graffiti art
La graffiti art si chiama così perché il termine deriva dalla parola graffito, che a sua volta proviene dal verbo “graffiare”, cioè tracciare o incidere segni su una superficie. Nell’antichità il graffito indicava incisioni su pietra o su muro, e questo significato è rimasto come base linguistica. Quando esplode il fenomeno delle scritte urbane sui muri e sui treni, il termine inglese “graffiti” viene adottato per descrivere quelle forme di espressione spontanea. In seguito, quando critici e artisti iniziano a riconoscere valore estetico a queste pratiche, nasce l’espressione “graffiti art”, che indica la trasformazione del semplice graffito urbano in una forma d’arte strutturata, con stili, tecniche e autori riconosciuti.
La graffiti art si chiama così perché il termine deriva dalla parola graffito, che a sua volta proviene dal verbo “graffiare”, cioè tracciare o incidere segni su una superficie. Nell’antichità il graffito indicava incisioni su pietra o su muro, e questo significato è rimasto come base linguistica. Quando esplode il fenomeno delle scritte urbane sui muri e sui treni, il termine inglese “graffiti” viene adottato per descrivere quelle forme di espressione spontanea. In seguito, quando critici e artisti iniziano a riconoscere valore estetico a queste pratiche, nasce l’espressione “graffiti art”, che indica la trasformazione del semplice graffito urbano in una forma d’arte strutturata, con stili, tecniche e autori riconosciuti.
Precursori
I primi writer, come TAKI 183 e Super Kool 223, iniziarono a lasciare le loro firme — le cosiddette “tag” — sui treni e sui muri della città, dando vita a un movimento che univa espressione personale e ribellione sociale.Al centro di questa pratica c’è spesso un forte desiderio di autoaffermazione, accompagnato da messaggi sociali e politici. Sebbene il graffitismo sia stato a lungo considerato illegale, nel tempo ha conquistato un posto nel mondo dell’arte contemporanea, evolvendosi in direzioni come la street art, il graffiti design e il post-graffiti.
Tecniche della Street Art
Questa forma artistica si distingue per l’uso della vernice spray, impiegata per realizzare scritte, disegni e murales. I graffiti si caratterizzano per stili visivi molto riconoscibili, come il Wildstyle, il Throw-up e la Stencil Art.
Il Wildstyle è uno stile di graffiti intricato e complesso, quasi illeggibile per i non addetti ai lavori. Caratterizzato da lettere che si intersecano, si sovrappongono e si fondono con frecce, spine e altri elementi decorativi. Nasce a New York negli anni '80 ed è considerato la forma più alta di espressione artistica nel mondo dei graffiti, un modo per i writer di mostrare la propria abilità tecnica e originalità.
Il Throw-up è uno stile di graffiti più rapido e semplice rispetto al Wildstyle. Consiste in scritte stilizzate, solitamente formate da bolle o forme tondeggianti, realizzate con poche bombolette spray in modo veloce. È nato dall'esigenza di marcare il proprio territorio in modo rapido, per sfuggire alla polizia o per avere la meglio su altri writer. Il suo scopo principale è la quantità e la visibilità.
La Stencil Art è una tecnica di graffiti che utilizza uno stencil (mascherina) per riprodurre un'immagine o una scritta in modo rapido e preciso. L'artista ritaglia un disegno su un materiale rigido e poi spruzza la vernice sopra per trasferire l'immagine sulla superficie desiderata. È un metodo versatile che permette di creare opere dettagliate, ed è diventato celebre grazie ad artisti come Banksy, che lo usano per diffondere messaggi sociali e politici.
Artisti più importanti
Numerosi artisti hanno contribuito a rendere il graffitismo una forma d’arte riconosciuta a livello globale.
Keith Haring (1958-1990) è stato un artista e attivista statunitense, noto per il suo stile pop e immediato, caratterizzato da figure stilizzate, linee spesse e colori vivaci. I suoi disegni, spesso realizzati su pareti, manifesti e perfino sulla metropolitana di New York, erano un linguaggio universale che affrontava temi sociali e politici come l'amore, la morte, la nascita, la guerra e l'AIDS, la malattia che lo portò via prematuramente. La sua arte era intesa per essere accessibile a tutti, rompendo le barriere tra l'arte "alta" e la cultura popolare.
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| Keith Haring posa davanti ai suoi iconici omini. |
Jean-Michel Basquiat (1960-1988) è stato un pittore statunitense con radici portoricane e haitiane. Il suo stile è crudo, viscerale e a tratti infantile. Le sue tele sono un mix di graffiti, scritte, simboli e figure che richiamano l'arte primitiva e i fumetti. L'arte di Basquiat rifletteva le sue esperienze di afroamericano, affrontando temi come il razzismo, l'identità, la disuguaglianza sociale e la figura del "eroe nero". La sua amicizia e collaborazione con Andy Warhol lo resero una figura di spicco della scena artistica, prima della sua morte per overdose a soli 27 anni.
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| Jean-Michel Basquiat posa davanti ai sue opere. |
Lady Pink (1964) ha avuto un ruolo pionieristico come donna nella scena graffiti, e altri nomi come Dondi White, Futura 2000, RETNA e Os Gemeos hanno portato stili unici e un impatto internazionale.
Chi è Banksy? Un artista, un mistero, una leggenda
Tra tutti, Banksy (1974?) è forse il più enigmatico e influente. Artista britannico attivo dagli anni ’90, ha scelto di mantenere l’anonimato, un gesto che molti considerano straordinario in un’epoca in cui la fama è spesso ricercata a ogni costo.
«Fa tutto questo e resta anonimo. Penso che questo sia fantastico. Nei nostri giorni tutti tentano di essere famosi. Ma lui ha l'anonimato».Brad Pitt
Le sue opere, realizzate con la tecnica dello stencil, sono famose per la loro satira sociale e politica. Affrontano temi come la guerra, il consumismo, la migrazione e la libertà, e includono lavori iconici come Girl with Balloon, simbolo di speranza e innocenza, Flower Thrower, che lancia un messaggio di pace contro la violenza, e The Migrant Child, un murale apparso a Venezia che denuncia la crisi migratoria e che è stato recentemente restaurato.
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| Banksy, Girl with Balloon, 2002, stencil murale, scale del Waterloo Bridge sul lato di South Bank, Londra |
Banksy ha saputo portare la street art nei musei, ha realizzato installazioni provocatorie e ha trasformato l’arte urbana in uno strumento potente di riflessione. Il suo stile diretto e ironico lo ha consacrato come uno degli artisti più influenti del nostro tempo.
Da tempo una teoria affascina appassionati di street art e musica: l’idea che Banksy possa celarsi dietro la figura di Robert Del Naja, fondatore dei Massive Attack. Del Naja, prima di diventare un riferimento del trip-hop, è stato infatti uno dei protagonisti della scena dei graffiti di Bristol, la stessa città da cui proviene Banksy. Non meno suggestiva è la sovrapposizione geografica tra alcuni murales comparsi in varie città e le tappe dei tour dei Massive Attack, quasi come se le due attività seguissero un’unica traiettoria creativa. A questo si aggiunge il legame dichiarato: Banksy ha più volte citato Del Naja come influenza, un dettaglio che molti leggono come un indizio volutamente ambiguo. Nulla è mai stato confermato, ma il dialogo tra musica, arte pubblica e identità sfuggente rende questa teoria un tassello intrigante nella narrazione contemporanea.
Il murale di Maradona: un'icona di Napoli
Nel cuore dei Quartieri Spagnoli di Napoli si trova uno dei murales più celebri d’Italia: il ritratto di Diego Armando Maradona, simbolo eterno della città e del suo riscatto sociale.
Realizzato nel 1990 da Mario Filardi, giovane artista autodidatta e tifoso del Napoli, per celebrare il secondo scudetto conquistato dalla squadra grazie al genio del “Pibe de Oro”.
Realizzato nel 1990 da Mario Filardi, giovane artista autodidatta e tifoso del Napoli, per celebrare il secondo scudetto conquistato dalla squadra grazie al genio del “Pibe de Oro”.
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| Foto durante le fasi di realizzazione del Murale di Maradona a Napoli, tratta da Repubblica.it |
L’opera fu completata in tre giorni e due notti, con l’aiuto degli abitanti del quartiere che illuminarono il muro con i fari delle auto e fornirono materiali.
Maradona è ritratto in azione, con la maglia azzurra del Napoli, la fascia da capitano e lo sponsor “Mars”.
Lo stile originale era ispirato ai fumetti, con colori brillanti e linee nette.
Restauri
Nel tempo, il murale si deteriorò e una finestra abusiva ne danneggiò il volto. Nel 2016, l’artista locale Salvatore Iodice lo restaurò, seguito nel 2017 da Francisco Bosoletti, che ridisegnò il volto con uno stile più realistico.
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| Foto del murale di Maradona dopo il restauro di Francisco Bosoletti. Il viso è dipinto sulle persiane della finestra abusiva. |
Dati non ufficiali riportano che il murale di Maradona è stato visitato nel 2023 da sei milioni di persone. Una cifra che lo porterebbe sul podio delle attrazioni più ricercate d'Italia, dietro soltanto al Colosseo di Roma e davanti agli Scavi di Pompei.
Il murale rappresenta non solo il campione, ma anche la passione popolare, la memoria collettiva e l’orgoglio di un quartiere.
Il murale rappresenta non solo il campione, ma anche la passione popolare, la memoria collettiva e l’orgoglio di un quartiere.









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