Dopo gli sconvolgimenti della Prima guerra mondiale, molti artisti europei sentono il bisogno di recuperare equilibrio, chiarezza e armonia. Nasce così il Ritorno all’ordine, una tendenza artistica che abbandona le sperimentazioni delle avanguardie per riscoprire la tradizione classica, il disegno preciso e la figura umana.
Anche Pablo Picasso, noto per il suo ruolo nelle avanguardie cubiste, partecipa a questo cambiamento: negli anni ’20 realizza opere dal tratto più realistico e monumentale, ispirate all’arte greco-romana e rinascimentale.
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| Pablo Picasso, Due donne che corrono sulla spiaggia, 1922, olio su tela, cm 33x41, Museo Picasso di Parigi |
Un dipinto emblematico di Picasso del periodo del Ritorno all’Ordine è "Due donne che corrono sulla spiaggia" del 1922. Quest’opera segna una svolta verso uno stile più classico e figurativo, in contrasto con il cubismo sperimentale dei suoi anni precedenti.
In Italia, il movimento si collega al gruppo Novecento, con artisti come Felice Casorati, autore di "Ragazza alla finestra" del 1938, un dipinto che esprime silenzio, introspezione e rigore formale attraverso una giovane donna ritratta accanto a una finestra aperta su un paesaggio collinare.
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| Felice Casorati, Ragazza alla finestra, 1938, Galleria Giannoni |
L’attesa sempre di Felice Casorati è un dipinto del 1919 che raffigura una donna seduta in un interno spoglio, immersa in un’atmosfera di silenzio e sospensione.
Con forme solide e colori tenui, l’opera esprime introspezione e immobilità, caratteristiche tipiche del linguaggio pittorico di Casorati nel periodo del Ritorno all’Ordine
Altro protagonista è Mario Sironi, che con "Periferia" (1916–1919) rappresenta un paesaggio urbano desolato e silenzioso. Con edifici compatti e geometrie austere, l’opera trasmette un senso di solitudine e monumentalità. Le architetture dominano la scena, prive di figure umane, evocando una città moderna ma spoglia, simbolo della condizione esistenziale del primo Novecento.
Questi artisti, pur con linguaggi diversi, condividono il desiderio di restituire all’arte una funzione stabile, educativa e civile, in sintonia con le trasformazioni sociali del tempo.





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