Michelangelo Buonarroti

Michelangelo Buonarroti

Michelangelo (1475-1564)
Il secondo grande artista del Rinascimento che incontriamo è Michelangelo Buonarroti, vissuto per quasi novant’anni e attivo per gran parte del Cinquecento.
Nonostante fosse pittore, architetto e persino poeta, Michelangelo si è sempre considerato prima di tutto uno scultore. Amava dire che la figura era già nascosta dentro il blocco di marmo e che il suo compito era soltanto liberarla, togliendo tutto ciò che la teneva imprigionata.
È un’idea che racconta bene il suo modo di lavorare: ogni corpo sembra emergere dalla pietra come se avesse una vita propria.
Ritratto di Michelangelo fatto da Daniele da Volterra
Daniele da Volterra, Ritratto di Michelangelo, 1545, olio su tavola, cm 88×64, Metropolitan Museum of Art, NY

Michelangelo scultore
Nato nel 1475, Michelangelo cresce in un ambiente fiorentino vivacissimo. Da giovanissimo entra nel giardino di Lorenzo il Magnifico, un luogo dove si studiavano le statue antiche e dove artisti, filosofi e letterati si incontravano ogni giorno. In questo clima ricco di stimoli sviluppa due aspetti che resteranno centrali nella sua arte: da un lato lo studio attento dell’anatomia, osservata con un rigore quasi scientifico, dall’altro quella tensione drammatica che rende ogni figura un concentrato di energia, come se fosse pronta a muoversi da un momento all’altro.

Anatomia: Scienza che studia la conformazione e la struttura degli esseri viventi; secondo che abbia per oggetto l'uomo, gli animali o le piante.

La Pietà
Realizzata quando Michelangelo aveva poco più di vent’anni, la Pietà, opera esposta nella Basilica di San Pietro, è un capolavoro di equilibrio e sensibilità. La composizione piramidale guida lo sguardo verso il volto giovane e bellissimo della Madonna, che accoglie il corpo di Cristo con un dolore composto, quasi sereno. Il marmo sembra pelle, tessuto, peso reale: è la prova della padronanza tecnica assoluta che Michelangelo aveva già raggiunto in età giovanile.
Pietà di Michelangelo
Pietà di Michelangelo, 1497-99, Marmo bianco di Carrara, cm 174×195×69, Roma, Basilica di San Pietro

Di fronte allo scetticismo di alcuni artisti, che non credevano che un’opera così perfetta potesse essere stata scolpita da un ragazzo, Michelangelo decise di firmarla sul nastro che attraversa il petto della Madonna. È l’unica opera che abbia mai firmato: dopo non sarà più necessario!

Il David
La scultura, alta oltre quattro metri, riprende il celebre episodio biblico dello scontro tra il giovane pastore e il gigante Golia. Michelangelo sceglie di rappresentare David come un eroe dell’antica Grecia: nudo, con la muscolatura tesa e lo sguardo concentrato, colto nel momento che precede la battaglia. In quella postura ferma e sicura si legge tutta la sua determinazione: con una concentrazione così, sembra davvero impossibile che potesse perdere contro Golia.
David di Michelangelo
David di Michelangelo, 1501-03, Firenze, Galleria dell'Accademia

In quella concentrazione assoluta che leggiamo negli occhi di David prima della battaglia, possiamo riconoscere la stessa intensità che vediamo in altri momenti decisivi: lo sguardo di chi sa che non potrà sbagliare.

Per il suo naturalismo l'opera suscitò l'ammirazione di tutti i contemporanei. 

Naturalismo: nell'arte è un atteggiamento caratterizzato dalla volontà dell'artista  di raggiungere una rappresentazione realistica (quanto più fedele alla realtà) di soggetti umani o di paesaggi.

Pietà Rondanini

L’ultima scultura a cui Michelangelo lavorò, ormai ottantenne, è la Pietà Rondanini, un’opera che lo accompagnò fino agli ultimi giorni di vita. È una scultura segnata dal non finito, con parti appena sbozzate e superfici lasciate grezze, come se le figure fossero ancora imprigionate nella pietra.

Questa idea della forma che lotta per emergere non è nuova per Michelangelo: la ritroviamo anche nei Prigioni, quei corpi che sembrano spingere con forza per liberarsi dal marmo, come se fossero vivi. 
I Prigioni dell'Accademia di Michelangelo
Michelangelo, Prigioni dell’Accademia, 1519-35. Marmo. Firenze, Galleria dell’Accademia. 
Queste figure incompiute sembrano lottare per liberarsi dal blocco di pietra che le imprigiona. Il non finito diventa qui un linguaggio potente: la materia e la forma si confrontano, come se la vita stessa cercasse di emergere dal marmo.

Nella Pietà Rondanini, però, questa tensione diventa più sottile e spirituale, quasi un respiro che sale verso l’alto.
Dalla materia emergono la Madonna e Cristo, stretti in un’unica forma verticale, quasi a fondersi in un abbraccio definitivo. La Vergine sostiene il corpo del Figlio con un gesto essenziale, ridotto all’essenza, e anche se i volti non sono completati, la loro espressione di dolore è intensa e palpabile.
In quest’opera Michelangelo non cerca più la perfezione anatomica del David o della Pietà Vaticana: cerca l’anima. Il non finito diventa così un linguaggio, un modo per mostrare la lotta tra la materia e lo spirito, tra ciò che è terreno e ciò che vuole liberarsi.

Per casa
1 - Michelangelo è stato il primo artista a fare una scultura del David? Se nel libro ne trovi un'altra (e la troverai!!!), realizzata precedentemente, mi sapresti dire quali sono le differenze?
2 - La Pietà Rondanini è un'opera non finita, secondo te questo aspetto limita la bellezza di quest'opera o la migliora? Descrivi le tue motivazioni.

Michelangelo Pittore
Michelangelo si è sempre considerato uno scultore, e pensava che la pittura migliore fosse quella capace di avvicinarsi alla scultura: una pittura con rilievo, contorni netti e volumi definiti dal chiaroscuro.
Nelle sue opere pittoriche, a differenza di Leonardo, non si interessa al paesaggio o alla profondità dello spazio, ma concentra tutta l’attenzione sulle figure umane. I suoi personaggi hanno corpi atletici e imponenti, muscolature possenti e pose plastiche, come se fossero statue che prendono vita.
Dettaglio braccio di Adamo
Un esempio chiarissimo è il braccio di Adamo nella Creazione di Adamo, dove il corpo sembra scolpito nel colore.

Ogni figura sembra scolpita nel colore: la luce modella i corpi, li fa emergere dal fondo e li trasforma in presenze reali, quasi tangibili.

Tondo Doni
Nel 1503 Agnolo Doni commissiona a Michelangelo un dipinto destinato alla sua casa: il celebre Tondo Doni, una Sacra Famiglia dipinta su tavola circolare. L’opera è così ricca di figure che quasi non lascia spazio al paesaggio sullo sfondo.


Tondo Doni
Tondo Doni, 1505-07, Firenze, Galleria degli Uffizi

Le persone sembrano scolpite nel colore: i corpi sono atletici, le pose molto plastiche, i chiaroscuri così accentuati da far emergere i volumi come se fossero statue. La scena è resa ancora più dinamica dalla posizione della Madonna, colta in un movimento energico mentre solleva il Bambino.
Michelangelo cura con grande attenzione anche i panneggi, tesi, avvolgenti, pieni di pieghe che sembrano modellate più con lo scalpello che con il pennello. È un esempio perfetto della sua idea di pittura “scultorea”.

Il panneggio è l'effetto delle pieghe di una veste, specialmente come oggetto o motivo di rappresentazione nell'ambito della pittura o della scultura tradizionale.

Nel 1506 viene ritrovato a Roma la celebre copia romana del gruppo del Laocoonte, e Michelangelo è tra i primi a vederlo. L’intreccio dei corpi, la tensione muscolare e il dramma espresso nelle figure lo colpiscono profondamente: da quel momento, la sua idea di corpo umano diventa ancora più potente, dinamica e carica di energia.

Affreschi sulla volta della Cappella Sistina
Nel 1508 papa Giulio II commissiona a Michelangelo la decorazione ad affresco della volta della Cappella Sistina, una cappella vaticana che prende il nome dal papa Sisto IV. Prima dell’intervento di Michelangelo, la volta era dipinta con un cielo stellato, ormai annerito e sporco dalle fumate dei conclavi che si svolgevano proprio lì. 
Cappella Sistina prima di Michelangelo
La Cappella Sistina prima del 1508, incisione ottocentesca. La volta era decorata con un cielo stellato voluto da Sisto IV, mentre le pareti laterali ospitavano gli affreschi di Botticelli, Perugino, Ghirlandaio e altri maestri del Quattrocento.

Michelangelo accetta l’incarico controvoglia — perché, come diceva, si considerava prima di tutto uno scultore — ma in quattro anni di lavoro durissimo, da solo, crea una delle opere più celebri del mondo. Trasforma la volta in una architettura dipinta complessa, con finti pilastri, cornici e elementi di separazione che danno l’illusione di uno spazio reale. Le figure, potenti e monumentali, sembrano scolpite nel colore: è la pittura che diventa scultura.

Volta Cappella Sistina
Volta della Cappella Sistina, 1508-12, affresco, Cappella Sistina, Musei Vaticani

Michelangelo divide la volta in tre grandi zone, creando un racconto visivo che attraversa tutta la superficie:
- Storie centrali, nove scene tratte dalla Genesi, dal momento della Creazione alla caduta dell’uomo. Tra queste, la celebre Creazione di Adamo, dove il dito di Dio sfiora quello dell’uomo.
- Sibille e Profeti, figure monumentali sedute lungo i lati, che annunciano la venuta del Salvatore. Le Sibille vengono dal mondo antico, i Profeti dalla tradizione biblica: insieme rappresentano l’attesa universale di Cristo.
- Vele e Lunette, nelle parti più basse della volta, Michelangelo dipinge gli antenati di Gesù e scene di passaggio, creando un legame tra il racconto della Genesi e la storia umana.
- Pennacchi e Medaglioni, completano la struttura con episodi biblici e decorazioni che incorniciano l’intero ciclo.
Schema della volta della Cappella Sistina
Schema della volta della Cappella Sistina

Nel video riportato, a seguire, si possono notare i colori intensi e vivaci e le scene rappresentate tratte dalla Bibbia.

La scena più famosa è la Creazione di Adamo, dove Michelangelo riesce a trasmettere una forte carica vitale, attraverso le mani che non si avvicinano senza toccarsi.
Dettaglio della Nascita di Adamo
Dettaglio della Nascita di Adamo

Giudizio Universale
Dopo vent’anni dalla realizzazione della volta, quando ha ormai sessant’anni, Michelangelo viene chiamato da papa Paolo III per decorare la grande parete dietro l’altare della Cappella Sistina. L’artista decide di non dividere lo spazio in più scene, ma di creare un’unica immensa visione: il Giudizio Universale, il giorno in cui Cristo, dopo la resurrezione, stabilirà chi salvare e chi condannare.
Michelangelo dipinge oltre quattrocento figure, tutte in movimento, tutte scolpite nel colore. Al centro domina Cristo giudice, severo e potente, con accanto la Madonna: non più la madre dolce e serena della Pietà, ma una figura timorosa, quasi schiacciata dalla forza del Figlio.
Nel video vi è una ricostruzione tridimensionale della parete del Giudizio Universale.

I corpi sono resi con un realismo impressionante: muscoli tesi, torsioni violente, gesti drammatici. Michelangelo riesce persino a rappresentare i dannati sporchi, infangati, trascinati verso il basso da demoni che li afferrano con una forza brutale.
È un’opera che travolge: non c’è un punto fermo, tutto si muove, sale o precipita. È la visione più potente e inquieta che Michelangelo abbia mai dipinto.

Chiudiamo la lezione il link della pagina dei Musei Vaticani con il tour virtuale della Cappella Sistina che vi invito a navigare con attenzione. 


Tour Virtuale della Cappella Sistina

Michelangelo architetto
Non più giovanissimo Michelangelo, tra il 1519 e il 1534, inizia a Firenze la sua attività di architetto, con la realizzazione della Sagrestia Nuova di San Lorenzo, destinata a contenere le tombe di Giuliano e Lorenzo dei Medici. 
Planimetria del complesso di San Lorenzo
Planimetria del complesso di San Lorenzo. Oltre alla Sagrestia Nuova, Michelangelo realizzò anche la Biblioteca Laurenziana

L'artista crea un ambiente quadrato il cui spazio è organizzato in modo geometrico e sormontato da una cupola.


Michelangelo, Sagrestia  Nuova, sezione e pianta.
Michelangelo, Sagrestia  Nuova, sezione e pianta.

A partire dal 1536, sotto l’impulso di papa Paolo III, Michelangelo opera a Roma e ridisegna completamente la piazza del Campidoglio. Trasforma lo spazio irregolare in una piazza monumentale e armoniosa, scegliendo una forma trapezoidale che guida lo sguardo verso il Palazzo Senatorio.
Al centro colloca la statua equestre di Marco Aurelio, e da essa fa nascere sul pavimento un grande motivo geometrico a stella, che sembra irradiare energia verso tutta la piazza.
L’intero complesso diventa così un esempio perfetto della sua capacità di pensare l’architettura come una scultura abitabile: uno spazio che non si limita a essere funzionale, ma che “parla”, accoglie e orienta chi lo attraversa.
 

Piazza del Campidoglio di Roma
Piazza del Campidoglio di Roma, 1536.

Michelangelo interviene anche sui lavori della Basilica di San Pietro, progettando la cupola intorno al 1546, ma non riuscirà a vedere i lavori completi, poiché nel 1564 muore.


Sezione cupola di San Pietro
Sezione cupola di San Pietro, 1546.

COMPITI PER CASA
Leggere con attenzione TUTTE le informazioni sopra riportate.
Guardare i due video.

Rispondere a queste domande, sul quaderno:
1 - Quale opera di Michelangelo ti è piaciuta di più? E perché?
2 - Nel 1499 Michelangelo scolpisce la Pietà. Nel 1541 completa il Giudizio Universale: che differenza c'è sono nella raffigurazione della Madonna in queste due opere? Che stato d'animo hanno? Che sensazioni trasmettono? Che sentimenti esprimono?
Cristo del Giudizio Universale e Cristo della Pietà

3 - Hai aperto il tour virtuale della Cappella Sistina dei Musei Vaticani? Secondo te, soprattutto in un periodo come questo, è importante che su internet ci siano questi spazi virtuali per ammirare le opere d'arte o è meglio andare a vederli dal vivo?
Attività Consigliate su
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