Il tempio greco

Il tempio greco

Il tempio greco
L'edificio che meglio rappresenta gli ideali greci di perfezione e armonia visiva è senza dubbio il tempio. I greci attribuivano ai templi la funzione di casa degli dèi. Solo i sacerdoti potevano accedere al suo interno e per questo motivo l'aspetto esterno doveva essere accuratamente decorato.
Il Partenone, 447-432 a.C.
Il Partenone, 447-432 a.C., Atene

Nel cuore del tempio, nel naos, veniva collocata la statua della divinità a cui era dedicato il tempio.

Definizione di armonia
In architettura, l'armonia è quel "senso di ordine e bellezza" che proviamo quando guardiamo un edificio dove tutto sembra stare al posto giusto. Immagina una canzone o un’orchestra: se uno strumento suona troppo forte o fuori tempo, la musica ci dà fastidio; allo stesso modo, in un palazzo, l'armonia nasce quando le dimensioni delle finestre, l'altezza delle pareti e i colori dei materiali vanno d'accordo tra loro.
Un edificio armonioso è quindi un luogo dove ci sentiamo a nostro agio perché l'occhio riesce a riposare su forme che seguono un ritmo preciso, proprio come se l'edificio fosse una melodia fatta di pietre, vetri e mattoni.

Come erano i riti religiosi greci?
I riti religiosi nell'antica Grecia non avvenivano quasi mai all'interno del tempio, che era considerato esclusivamente la "casa del dio", ma all'esterno.
Il momento centrale era il sacrificio, che si svolgeva sull'altare situato all'aperto, di fronte all'ingresso principale (orientato verso est). Il rito iniziava con una processione solenne in cui i fedeli portavano offerte, incenso e l'animale da sacrificare (spesso ornato con bende e ghirlande). 
Ricostruzione di un sacrificio greco
Ricostruzione di un rito con sacrificio in Grecia Antica.

Il rito del sacrificio cruento seguiva regole precise: una parte dell'animale (il grasso e le ossa) veniva bruciata sull'altare affinché il fumo raggiungesse gli dèi nel cielo, mentre il resto della carne veniva cucinata e mangiata dai partecipanti in un banchetto comune. Questo gesto serviva a unire la comunità e a ringraziare la divinità per la sua protezione. All'interno del tempio, invece, potevano entrare solo i sacerdoti per prendersi cura della statua del dio, pulendola e vestendola con abiti preziosi.

Molte storie famose parlano di sacrifici umani. Ad esempio, il mito racconta che il re Agamennone dovette sacrificare sua figlia Ifigenia per far partire le navi verso Troia. Ma per i Greci questi erano racconti "di un tempo lontano" o esempi di tragedie terribili, qualcosa che non bisognava ripetere e imitare nella vita vera.

Schema interattivo del tempio greco
Nello schema in basso è riportata una ricostruzione del Partenone con tutti gli elementi che costituiscono il tempio greco.

Il tempio greco aveva una struttura trilitica, con una forma rettangolare delimitata da colonne e coperto da un tetto a due spioventi (o falde). Clicca qui per approfondire il sistema trilitico.

Disegno del sistema trilitico nel tempio greco
Disegno del sistema trilitico nel tempio greco, da riportare sul quaderno 

Tempio greco e sistema trilitico
Schema che mostra il sistema trilitico continuo dei templi greci

Classificazione dei templi
I templi greci non erano tutti uguali: venivano classificati e chiamati con nomi specifici a seconda di quante colonne avevano sulla facciata principale e di come queste erano disposte rispetto alla struttura chiusa (la cella).

Per quanto riguarda il numero di colonne sulla fronte, si usano termini derivati dai numeri greci: se il tempio ha quattro colonne è detto tetrastilo, se ne ha sei è esastilo (il tipo più comune), se ne ha otto è ottastilo (come il Partenone) e se arriva a dieci è decastilo.
Classificazione templi greci
Classificazione templi greci per numero colonne e loro posizione.

Per quanto riguarda la posizione delle colonne e la forma della pianta, la classificazione segue un ordine di complessità. Il modello più semplice è il tempio in antis, dove le pareti della cella si prolungano in avanti racchiudendo solo due colonne. Se le colonne sono libere sul davanti, il tempio si dice prostilo, mentre se si trovano anche sul retro è chiamato anfiprostilo. Il modello più maestoso è però il tempio periptero, dove un colonnato continuo (chiamato peristasi) circonda l'intera cella su tutti i lati, creando quel corridoio coperto che tutti associamo all'immagine classica del tempio greco.

Gli ordini architettonici
Le decorazioni erano eseguite sulle colonne, sui capitelli, sul fregio e sul frontone.

Il tempio era costruito secondo un preciso sistema di regole, chiamato canone, che stabiliva: proporzione, armonia ed equilibrio di tutte le parti che lo componevano.



Schema del tempio, prospetto e frontale e i tre ordini.
Schema del tempio, prospetto e frontale e i tre ordini.

I rapporti proporzionali sono stabiliti dai tre “ordini architettonici”: dorico, ionico e corinzio.

Ordine dorico
Le colonne doriche sono possenti e poggiano direttamente sullo stilobate senza avere una base propria. Il fusto è scanalato a spigolo vivo.
Il capitello è formato da una specie di cuscino gonfio, l'echino, e da una lastra quadrangolare, àbaco.
Il fregio è composto da lastre quadrate, le metope, di solito scolpite con scene mitologiche, alternate ad altre lastre più strette con tre scanalature verticali, i triglifi.

Ordine dorico
Ordine dorico

Ordine ionico
Le colonne ioniche poggiano su basi proprie circolari. Le scanalature delle colonne hanno spigoli mussati.
Il capitello è formato da due volute sulle quali è posto l'abaco quadrato.
Il fregio è formato da una fascia decorata e continua che scorre intorno all'edificio.


Ordine ionico
Ordine ionico

Ordine corizio
Le colonne sono slanciate e fornite di base di base in modo simile a quelle ioniche, ma hanno un maggior numero di scanalature e hanno una maggiore altezza.
Il capitello raffigura un cesto decorato con foglie di acànto, una pianta dalle foglie frastagliate.
Il fregio è costituito da una fascia scolpita in modo continuo che gira intorno al tempio, come in quello ionico.


Ordine corizio
Ordine corizio

Costruzione dei templi
La costruzione di un tempio greco era un’impresa ingegneristica straordinaria che richiedeva anni di lavoro e una precisione millimetrica. Tutto iniziava nelle cave di pietra o marmo, dove i blocchi venivano estratti utilizzando cunei di legno bagnati che, gonfiandosi, spaccavano la roccia in modo netto. 
Fasi realizzazione rocchi colonne greche
Illustrazione con la realizzazione dei rocchi: 1. pulizia e suddivisione della porzione di roccia prevista per l'estrazione; 2. scavo intorno al rocchio 3. distacco dal rocchio; 4. abbattimento del rocchio e posa su slitte o ruote di legno dei blocchi per il trasporto in cantiere.

Per trasportare questi enormi pesi fino al cantiere, i Greci utilizzavano rulli di legno e slitte trainate da buoi, mentre per sollevare i pezzi più alti inventarono sofisticate macchine dotate di carrucole, paranchi e robuste corde, azionate da argani a mano.
Come sono costruiti i templi greci?

Le colonne non erano quasi mai dei pezzi unici, ma venivano realizzate sovrapponendo diversi cilindri di pietra chiamati rocchi.
Rocchi di una colonna greca
Rocchi di una colonna greca.

Per unirli in modo perfetto ed evitare che scivolassero, i costruttori scavavano un foro al centro di ogni faccia del rocchio, inserendo un perno di legno o di metallo che faceva da guida per l'allineamento. Una volta impilati, i blocchi venivano rifiniti sul posto con scalpelli di ferro per creare le scanalature verticali, nascondendo così le linee di giunzione tra un pezzo e l'altro e facendo sembrare la colonna un unico blocco solido.
Tipi di grappe
Tipologie di grappe utilizzate per la connessione tra parti in pietra.

Per quanto riguarda gli architravi, ovvero le pesanti travi di pietra che poggiano sopra le colonne, il fissaggio avveniva senza l'uso di malta o cemento, ma sfruttando solo la forza di gravità e dei particolari incastri metallici. Venivano infatti scavati dei canali nelle pietre vicine per inserire delle grappe a forma di "H" o di "U" in ferro o bronzo, sigillate poi con piombo fuso. 
Fase di realizzazione delle grappe
Illustrazione con le fasi di sigillature delle grappe con piombo fuso.

Questo sistema permetteva alla struttura di essere solida ma anche leggermente elastica, una caratteristica fondamentale per resistere ai terremoti, frequenti nel territorio greco.

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Come sono costruiti i templi greci?
 

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